Abbiamo illustrato meccanismi parasociali legati alla rabbia e all’indignazione. Passiamo all’altro estremo e analizziamo un termine legato alla tranquillità e il relax: ASMR. Si tratta dell’acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response e sta a indicare una sensazione di piacere lieve e diffuso, spesso descritta come un formicolio che parte dal cuoio capelluto o dal collo e può estendersi lungo la schiena.
Questo fenomeno, difficile da definire scientificamente e ancora poco studiato, è oggi soprattutto legato ai contenuti diffusi su internet, in particolare su YouTube, TikTok e piattaforme di streaming dedicate al relax. Nato come nicchia nella prima metà degli anni Duemila, l’ASMR è diventato un vero e proprio genere digitale.
I creatori di questa corrente artistica producono video o tracce audio pensate per stimolare questa risposta sensoriale attraverso suoni morbidi e ripetitivi. Sussurri, fruscii, tocchi sulle superfici, pagine sfogliate, il ticchettio delle unghie o il suono di oggetti manipolati lentamente. Altri contenuti, chiamati roleplay (giochi di ruolo), simulano situazioni rassicuranti come visite dal parrucchiere, controlli medici o conversazioni calme, con l’obiettivo di generare vicinanza e rilassamento.
La popolarità online dell’ASMR deriva dalla sua capacità di offrire sollievo dallo stress, favorire il sonno e creare un momento di tranquillità in un contesto digitale spesso dominato da stimoli rapidi e contenuti frenetici. Molti utenti utilizzano questi video come rituale serale o come supporto durante fasi di ansia lieve o difficoltà di concentrazione.
Nonostante l’ampia diffusione, l’ASMR continua a suscitare discussioni. Non tutti gli utenti riescono a percepire la sensazione descritta, e alcuni contenuti vengono criticati per la loro eccessiva teatralità o per l’ambiguità di certi format.
Tuttavia resta uno tra i fenomeni più interessanti dell’ecosistema digitale contemporaneo, capace di trasformare semplici suoni quotidiani in esperienze di benessere personale.
* di Giacomo Orsolino

