Poco tempo fa abbiamo parlato di una terapia recente che sta avendo un importante utilizzo in diversi campi, soprattutto reumatologico e oncologico: la terapia immunologica. Oggi approfondiamo una tipologia di questa terapia: la terapia CAR-T.
In cosa consiste la terapia CAR-T?
La terapia CAR-T (acronimo di Chimeric Antigen Receptor T-cell) è un tipo di immunoterapia che utilizza una componente specifica di cellule del sistema immunitario del paziente, i linfociti T. Queste cellule sono utilizzate contro i tumori in quanto, dopo essere state modificate in laboratorio e reintrodotte nel paziente, sono in grado di riconoscere cellule tumorali specifiche e agendo contro di esse riescono a distruggere la massa tumorale stessa.
Come avviene la loro preparazione?
Possiamo suddividere il loro sviluppo in sei parti. All’inizio le cellule T vengono prelevate dal nostro corpo mediante un processo chiamato aferesi (per alcuni aspetti un processo simile alla dialisi); in seguito vengono modificate geneticamente in laboratorio in modo tale da esporre sulla loro superficie un recettore chiamato recettore chimerico di superficie (CAR) da cui deriva il nome della terapia. Questo recettore permetterà ai linfociti T di riconoscere le parti presenti sulle cellule tumorali (antigeni) e di legarsi a esse; in terza battuta, le cellule CAR-T ottenute vengono fatte proliferare in laboratorio in modo da ottenere un adeguato numero per il trattamento; poi il paziente viene sottoposto a cicli di chemioterapia in modo da ridurre il numero di cellule immunitarie presenti nel nostro organismo, per lasciare spazio all’introduzione delle nuove cellule CAR-T e aumentare la probabilità del loro attecchimento; ancora, le cellule CAR-T vengono reinfuse nel paziente attraverso infusione endovenosa; infine, è previsto un monitoraggio (follow-up) attento e costante per valutare l’efficacia della terapia e gli eventuali effetti collaterali della stessa.
Quali sono i vantaggi di questa terapia?
Essi si possono riassumere in tre parole: efficacia, personalizzazione e cura. Per quanto riguarda l’efficacia la terapia CAR-T ha dimostrato una buona risposta nei confronti di alcuni tumori del sangue (per esempio nel linfoma diffuso a grandi cellule B, la leucemia linfoblastica acuta e il mieloma multiplo) che non hanno beneficiato delle terapie tradizionali. Si parla di personalizzazione in quanto le cellule del sistema immunitario utilizzate sono quelle del paziente stesso, prelevate, modificate e reinfuse. Infine possiamo parlare di cura in quanto il potenziale curativo di questa terapia è molto elevato, con una buona possibilità di remissione completa della malattia e, quindi, di guarigione.
Quali sono, al contrario, gli svantaggi e i costi?
Gli svantaggi di questa terapia sono sicuramente gli effetti collaterali, in particolare una tossicità neurologica (confusione, agitazione, difficoltà nel parlare, sonnolenza, tremori fino alle convulsioni e all’edema cerebrale) e la possibile comparsa di una patologia chiamata sindrome da rilascio di citochine. Inoltre tale terapia non è possibile utilizzarla per tutti i tumori ma solamente in alcuni tipi di cancro oltretutto in pazienti attentamente selezionati. Altro aspetto da tenere in considerazione sono i costi. Infatti si tratta di una terapia complessa e costosa in quanto, come visto in precedenza, sono necessari più passaggi per ottenere il farmaco e introdurlo nel paziente. Inoltre sono richiesti centri specializzati e personale esperto, con un monitoraggio costante delle condizioni cliniche del paziente.
Ci può illustrare cosa comporta la sindrome da rilascio di citochine?
Essa è una complicanza grave della terapia immunitaria a base di cellule CAR-T, caratterizzata da un’eccessiva e incontrollata infiammazione determinata dalle cellule immunitarie attivate che, rilasciando sostanze proinfiammatorie (citochine), agiscono sia sulle cellule malate sia, erroneamente, su quelle sane, causando i sintomi tipici della sindrome. Essa può causare febbre ma anche insufficienza multiorgano (ipotensione, confusione, sonnolenza, insufficienza respiratoria, renale, cardiaca). Consideriamo tuttavia che, nonostante ciò, i nuovi farmaci CAR-T hanno un profilo di sicurezza maggiore rispetto al passato e questi effetti collaterali sono meno frequenti, con una maggiore esperienza nella loro gestione. I benefici potenziali correlati alla remissione tumorale sono significativi, soprattutto per le malattie aggressive che non rispondono ad altre terapie.
* di Alessandro Cabiddu, medico

