Scalper: perché prodotti e servizi spariscono in pochi minuti

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Chi prova a comprare una console per videogiochi appena uscita, un paio di scarpe sneakers in edizione limitata o i biglietti di un concerto attesissimo, si scontra spesso con un problema: prodotti o servizi che spariscono in pochi minuti, talvolta in pochi secondi, e ricompaiono subito dopo a prezzi enormemente maggiorati su piattaforme di rivendita. Questo meccanismo non è frutto della sola domanda dei consumatori, ma di un fenomeno artificiale organizzato noto come scalping.

Gli scalper (che possiamo tradurre con bagarini) utilizzano software automatizzati, i cosiddetti bot, per acquistare la maggior quantità possibile di articoli non appena questi vengono messi in vendita, aggirando le usuali procedure pensate per l’acquisto da parte del pubblico. Il risultato è che i veri appassionati o anche solo persone normalissime, che attendono con pazienza un lancio o un evento, si trovano a bocca asciutta o costretti a pagare cifre esorbitanti sul mercato secondario.

La pratica non è nuova, ma il digitale le ha dato nuova forza. Se in passato i bagarini davanti a uno stadio riuscivano a rivendere qualche biglietto in più, oggi i sistemi automatizzati permettono di svuotare intere scorte in pochi secondi, con margini di guadagno imbarazzanti. L’accesso a beni culturali o a oggetti desiderati non dipende più solo dalle proprie possibilità economiche, ma anche dalla fortuna di riuscire a battere sul tempo un algoritmo.

Si sta già cominciando a parlare di regolamentazioni, e alcune piattaforme stanno tentando di introdurre sistemi per scongiurare la minaccia, come il riconoscimento automatico dei bot o i limiti di acquisto per singolo utente. Il fenomeno resta comunque difficile da arginare, perché si muove troppo velocemente.

Per gli utenti le uniche armi sono consapevolezza e responsabilità, ovvero evitare di alimentare il mercato nero comprando a prezzi gonfiati e imparare ad aspettare nuove forniture ufficiali. Può essere frustrante non poter partecipare a un concerto importante o non riuscire a comprare il box dell’ultima espansione di carte collezionabili, ma è anche l’unico modo per ridurre il potere degli scalper.

La pazienza e il rispetto delle regole è l’unica contromisura contro un meccanismo distorto che sfrutta il desiderio immediato (o FOMO) e lo trasforma in profitto per poche persone certamente non animate da sentimenti filantropici.

* di Giacomo Orsolino

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