Ha ricordato che il cristiano non è chiamato a negare il Venerdì Santo, ma a non fermarsi lì: la fede è passaggio, è cammino, è alba che segue la notte. Le sue parole hanno risuonato come un invito a lasciarsi sorprendere dalla gioia, non
L’effetto è stato inatteso e prezioso: ha trasformato una realtà parrocchiale raccolta e familiare in un luogo di accoglienza più ampio. La presenza di altre comunità ha creato un clima di fraternità semplice e autentica, fatto di strette di mano, sorrisi e desiderio di camminare insieme.
I confini abituali si sono allargati e la parrocchia è diventata casa per molti, segno concreto di una Chiesa che non si chiude ma si apre, che non trattiene ma invita. Tutti, in modi diversi, hanno riconosciuto la forza liberante del messaggio pasquale non siamo fatti per restare nel buio, ma per camminare verso la luce, una gioia possibile per tutti, quando si accetta di attraversare il dolore accompagnati da una presenza che non abbandona.