Nel numero precedente abbiamo iniziato ad approfondire il tema delle patologie correlate all’inquinamento ambientale. Questa settimana proseguiamo il discorso fermandoci, in particolare, alle patologie causate dall’inquinamento delle acque, del suolo e ai danni determinati dai metalli.
L’inquinamento delle acque, in che modo può incidere sulla salute?
L’inquinamento idrico è dovuto sia alla presenza di piogge acide ricche di sostanze inquinanti sia allo sversamento nei fiumi di sostanze chimiche provenienti dall’agricoltura e dall’industria, oltre che dall’abbandono della plastica. L’acqua ha una grande capacità autodepurativa grazie alla sua azione solvente e all’assorbimento di ossigeno dall’atmosfera, ma se la quantità di inquinanti è eccessiva questa sua prerogativa viene meno. In base agli inquinanti presenti si può andare incontro a malattie infettive (soprattutto dell’apparato gastroenterico) o a malattie neurologiche, tumorali e a problemi riproduttivi. Può esserci un coinvolgimento cutaneo, con l’insorgenza di dermatiti.
Questo è valido anche per le acque marine?
In questo caso l’inquinamento si esplica soprattutto nei mari chiusi e lungo le coste, tanto che può essere vietata la balneazione per evitare il rischio di patologie infettive, anche cutanee. Possiamo avere anche un inquinamento indiretto determinato dall’ingestione di fauna ittica contaminata da microrganismi, come accade per le cozze. Inoltre i pesci di cui ci nutriamo tendono a ingerire particelle di plastica, scambiandole per cibo. In questi casi è fondamentale avere un depuratore per gli scarichi fognari e industriali, oltre a sensibilizzare la popolazione sugli aspetti nocivi dell’abbandono di rifiuti.
L’inquinamento del suolo ha le stesse cause di quello idrico?
In parte sì, in quanto anche esso può essere inquinato dagli scarichi industriali, da discariche, dall’utilizzo di prodotti agricoli (diserbanti, pesticidi) e dall’abbandono di rifiuti nelle campagne che possono sversare nei corsi d’acqua e raggiungere le falde acquifere. L’ingestione di prodotti alimentari ottenuti da un suolo inquinato, ma anche l’inalazione e il contatto diretto con essi, possono determinare patologie simili, per certi aspetti, a quelle causate dall’inquinamento delle acque: tumori, malattie cardiovascolari, cutanee, gastrointestinali, respiratorie, del sistema immunitario, riproduttive, neurologiche. Nei bambini possiamo avere anche disturbi del metabolismo e un ritardo dello sviluppo.
Quali sono gli inquinanti industriali più pericolosi?
Iniziamo con il cromo, utilizzato per esempio nelle concerie e nelle industrie che lavorano i metalli. Causa patologie del sistema respiratorio (tumori, bronchite cronica, asma, ulcere), gastrointestinale (nausea, vomito, danni epatici), eczemi e dermatiti, congiuntiviti, danni renali e genetici. Il piombo, utilizzato per diversi prodotti e per formare leghe, viene rilasciato nell’ambiente durante la sua estrazione e lavorazione. La sua inalazione, ingestione o contatto cutaneo possono causare danni neurologici centrali e periferici, tumori, anemia, rischio aumentato di infarti e ictus, insufficienza renale, ritardo mentale e nella crescita, deficit di fertilità. Il mercurio viene rilasciato durante l’estrazione e, nonostante il suo utilizzo si sia ridotto, è ancora presente in vari settori specialistici. Se inalato o ingerito può determinare danni al sistema immunitario e nervoso, con danni agli organi (reni, cuore, polmoni, intestino) e rischi per lo sviluppo del feto.
Altri inquinanti potenzialmente pericolosi per la salute sono i radionuclidi…
Si tratta di atomi instabili che emettono radiazioni, utilizzati in diversi ambiti specialistici come nella medicina (sia in diagnostica che in terapia) e nell’industria, oltre che nella produzione di energia nucleare. L’esposizione a essi può portare a malessere generale (nausea, vomito, cefalea, letargia) e, in caso di esposizione cronica, perdita di capelli e tumori.
In che modo possiamo contribuire a ridurre l’inquinamento e le patologie connesse?
Il modo migliore sarebbe quello di prevenire l’inquinamento, evitando di eliminare i rifiuti in modo improprio, effettuando le manutenzioni anziché buttare i prodotti acquistandone altri ed effettuare la raccolta differenziata per migliorare il riciclo dei prodotti. A livello individuale possiamo dare un buon contributo, anche se pur sempre parziale rispetto a quello che possono fare i singoli Paesi a livello politico con la regolamentazione dei processi di produzione, smaltimento dei rifiuti e riciclo.
* di Alessandro Cabiddu, medico