Un gruppo di giovani visita l’Oasi francescana

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Sabato 27 settembre abbiamo vissuto la gioia grandissima di celebrare uno speciale e straordinario Giubileo. Sono venuti a trovarci un gruppo di giovani animatori parrocchiali di alcune comunità col desiderio di condividere con noi, anziane dell’Oasi francescana, la loro preziosa esperienza a Roma, in occasione del Giubileo dei giovani.

Mentre proiettavano il loro album di foto e video, si alternavano nel racconto e nella testimonianza di un incontro trasformante non solo con milioni di giovani provenienti da tutto il mondo, non solo con papa Leone XIV, ma soprattutto con Cristo! Un entusiasmo e un calore così contagioso che ci ha fatto toccare con mano e condividere la stessa grazia da loro ricevuta.

Anche noi anziane, infatti, con l’aiuto dell’educatrice, abbiamo preparato quest’incontro con spirito di tenera accoglienza rispondendo, a nostra volta, con parole e gesti di gratitudine e di incoraggiamento. È stato importante anche per i giovani sentire dalle nostre parole che il mondo dovrebbe imparare ad allargare lo sguardo e il cuore per conoscere oltre alle vicende di guerre e di violenze anche i tanti segni di speranza presenti nei giovani e negli anziani.

Abbiamo riletto con loro alcune frasi che papa Leone ha rivolto a noi anziani il 27 luglio per la Giornata mondiale dei nonni invitandoci a essere, come tanti uomini e donne avanti negli anni presenti nella Bibbia (Abramo e Sara, Zaccaria ed Elisabetta, Nicodemo, Mosé) a essere i primi testimoni di speranza! Noi anziani, ha detto il Papa, non siamo solo i destinatari dell’amore e della cura.

E, riprendendo le parole del suo predecessore, ha aggiunto: Anche se il fisico è debole, niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere l’uno per l’altro, nella fede, segni luminosi di speranza. Abbiamo una libertà che nessuna difficoltà può toglierci: quella di amare e di pregare per tutti, sempre.

E noi nonne dell’Oasi abbiamo confermato ai giovani questo impegno, incoraggiandoli a diffondere insieme, la rivoluzione della cura che papa Leone ha chiesto nella stessa occasione. Una rivoluzione che educhi tutti a superare le parole e il desiderio di un mondo migliore, e a realizzarlo con le azioni concrete, con gli incontri e gli abbracci, con la fiduciosa costruzione di un’alleanza di amore e di pace.

Nel ringraziare ancora i cari giovani e anche L’Arborense, che ci offre l’occasione di condividere e allargare a tutti il nostro invito, ricordiamo con grande emozione e riconoscenza il grande dono che il Papa ha aggiunto nel suo messaggio ai nonni.

Quanti non potranno venire a Roma, quest’anno, in pellegrinaggio, potranno conseguire l’Indulgenza giubilare se si recheranno a rendere visita agli anziani in solitudine, quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro. Amare, farsi prossimi, sono gesti che hanno un valore liberante e redentivo, sia per chi visita, sia per chi viene visitato. Incontrare un anziano è un modo per incontrare Gesù, è come entrare per la Porta Santa. Con amore vi aspettiamo!

Le nonne dell’Oasi francescana di Oristano

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