Punture di imenotteri
Durante il periodo primaverile ed estivo, essendo più probabile effettuare scampagnate, risulta frequente l’incontro ravvicinato con api, vespe e calabroni (imenotteri). Questi insetti, seppur importanti dal punto di vista ecologico, possono determinare punture, non solo dolorose, ma anche pericolose.
Quali effetti possono causare gli imenotteri?
I sintomi sono lievi, della durata di due o tre giorni, come dolore, prurito, arrossamento e infiammazione della parte interessata con la comparsa di un rigonfiamento sulla pelle (pomfo) di circa un centimetro. Ma, in alcuni pazienti, si può avere una reazione allergica importante, fino ad arrivare allo shock anafilattico. Per farci un’idea, un adulto può tollerare circa 1000 punture, un bambino 500, ma in un soggetto allergico anche una puntura può essere letale.
Per quale motivo gli imenotteri, con la loro puntura, determinano queste reazioni?
Il motivo è correlato al loro pungiglione. Esso, oltre che essere doloroso per la sua struttura appuntita, è associato a una ghiandola velenifera che contiene una sostanza tossica. Nelle punture delle api si deve controllare che non sia rimasto il pungiglione attaccato alla pelle; in questo caso bisogna toglierlo subito in quanto esso continua a rilasciare veleno, peggiorando la reazione cutanea. Questo non accade con le vespe e i calabroni, in quanto il pungiglione rimane attaccato al loro corpo.
Come possiamo riconoscere una reazione allergica da imenotteri?
La reazione allergica può essere localizzata o generalizzata. Se è localizzata si presentano gli effetti che abbiamo elencato precedentemente ma più evidenti e consistenti, con un’estensione fino a cinque centimetri. In caso di reazione generalizzata i sintomi sono più severi e possono mettere a rischio la vita a causa della comparsa di uno shock anafilattico. Inizialmente si possono presentare un aumento del battito cardiaco, orticaria diffusa (comparsa di pomfi con prurito generalizzato), nausea e vomito. Nelle forme acute si ha un abbassamento della pressione arteriosa associata a difficoltà respiratorie che, in casi gravi, determinano un collasso fino alla graduale perdita di coscienza. Inoltre possiamo avere intensa sudorazione e gonfiore alla lingua e alla gola che peggiorano il quadro respiratorio. In questi casi si deve chiamare subito il 112 e distendere la persona in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Se la persona possiede l’adrenalina (perché sa di essere allergico) somministriamola immediatamente. È fondamentale, in chi è consapevole di essere allergico, portare sempre la penna preriempita di adrenalina, pronta all’uso. Ovviamente, se la persona non è più cosciente, si devono effettuare le manovre rianimatorie.
Cosa possiamo fare in caso di puntura di imenotteri?
Si deve lavare la parte interessata con acqua e sapone e disinfettarla. Se è presente il pungiglione estraiamolo, si può utilizzare una semplice carta di credito o il bordo sottile di un oggetto rigido. Possiamo utilizzare il ghiaccio, avvolgendolo in un panno e ponendolo sopra la cute, così da ridurre il dolore e il gonfiore. Ricordiamoci di grattarci con i polpastrelli, non con le unghie, per evitare il rischio di infezioni in quanto, se la cute è lesa, può esserci il passaggio di germi all’interno. Se non si riesce a resistere al prurito si possono usare creme lenitive (come antistaminici o prodotti naturali come la calendula). In caso di una reazione locale eccessiva possiamo anche usare pomate a base cortisonica o antibiotica (soprattutto in presenza di pus). Se vi è un’infezione più estesa e la pomata non risulta sufficiente allora si può utilizzare anche un antibiotico per via orale (su valutazione medica).
Cosa accade se non si riesce ad estrarre il pungiglione?
Oltre al dolore e alla reazione locale aumentata a causa del maggior veleno iniettato, se il pungiglione rimane dentro la cute potrebbe dare origine a un’infezione. In altri casi si può avere una reazione del sistema immunitario che cerca di isolare il pungiglione con formazione, attorno a esso, di una cisti.
Quali accorgimenti si possono adottare per prevenire le punture di imenotteri?
Indossare pantaloni e camicie a maniche lunghe, repellenti sulle parti scoperte, evitare di camminare scalzi all’aperto e di usare profumi intensi. Se incontriamo uno sciame di api o di vespe evitiamo di agitarci ma manteniamo la calma e allontaniamoci lentamente. Se avvistiamo un nido di api o di vespe in giardino chiamiamo ditte specializzate o i vigili del fuoco.
* di Alessandro Cabiddu, medico