Il tumore al colon-retto: quando il quadro clinico è grave

Share Article

Il tumore al colon-retto è, insieme a quello della mammella, della prostata e del polmone, la neoplasia più diffusa. Negli ultimi decenni ha avuto una maggiore diffusione anche nei giovani.

Cosa intendiamo con tumore al colon-retto?

È una patologia caratterizzata dalla crescita incontrollata di cellule maligne nell’intestino crasso. La forma più frequente è l’adenocarcinoma.

È un tumore molto diffuso?

Rappresenta il 10% dei tumori diagnosticati nel Mondo, in Italia ne vengono diagnosticati 44mila all’anno, 80 casi ogni 100mila abitanti.

Quali sono le persone più a rischio di contrarre questo tumore?

Il tumore del colon-retto interessa prevalentemente gli over 60 con un picco intorno agli 80 anni ma, negli ultimi decenni, è in aumento anche nei giovani.

Quali sintomi possono far scattare un campanello d’allarme?

La sintomatologia è variabile e dipende dallo stadio del tumore ma, soprattutto nelle fasi iniziali, non sono specifici ma richiamano anche altre malattie dell’apparato gastrointestinale, come colon irritabile, dispepsia o malessere generale. Per esempio, possiamo avere stanchezza, anemia, perdita di appetito, perdita di peso, dolore addominale, sensazione di evacuazione incompleta, diarrea o, al contrario, stipsi. In questi casi non abbiamo spesso la percezione della gravità della patologia sottostante e tendiamo a procrastinare la visita dal medico e gli accertamenti. Ci sono però altri sintomi per cui dal medico corriamo a gambe levate, come la visione di sangue nelle feci o il riscontro di tumefazioni addominali palpabili.

C’è il rischio che, quando i sintomi siano più importanti, la situazione sia già grave?

In caso di tumori la presenza di sintomi non è di buon auspicio per una rapida guarigione e questo vale anche per questa neoplasia. Questo non vuol dire che la terapia non possa essere efficace, visto il costante miglioramento della stessa grazie alla ricerca ma, sicuramente, per avere probabilità elevate di guarigione bisogna agire in anticipo. Infatti, uno tra i problemi maggiori è che, quando viene fatta una diagnosi, nel 25% dei casi siamo già in presenza di una metastasi (prevalentemente al fegato e al polmone). Per questo sono fondamentali sia la prevenzione (stile di vita) sia la partecipazione ai programmi di screening. Sottolineo questo perché c’è una scarsa informazione sulla patologia, con poca consapevolezza dei sintomi iniziali e della prevenzione stessa.

Come è strutturato lo screening?

Ogni due anni si dovrebbe eseguire, tra i 50 e i 69 anni, il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci e, se positivo, si dovrebbe effettuare un approfondimento mediante colonscopia. Ciò non vuol dire che gli altri siano esentati dall’eseguire la ricerca del sangue occulto ma che in questa fascia d’età il tumore ha un’incidenza maggiore. Consideriamo, come detto prima, che questo tumore negli ultimi anni sta interessando sempre di più anche i giovani.

Quali sono i fattori di rischio inerente questo tumore?

Come detto, prima l’età, poi l’etnia, la presenza di malattie infiammatorie croniche (retto-colite ulcerosa, morbo di Crohn), polipi intestinali, un pregresso tumore al colon-retto. Hanno un peso importante anche la familiarità e la genetica. Fondamentale, inoltre, lo stile di vita, non si deve esagerare con il consumo di carni rosse, grasse e lavorate (salumi) prediligendo, al contrario, frutta, verdura e fibre in generale. Si dovrebbe limitare l’alcol ed eliminare il fumo di sigaretta favorendo, al contrario, l’attività fisica contro la sedentarietà che può portare al sovrappeso e all’obesità (altro fattore di rischio).

I polipi intestinali, o adenomi, sono patologie benigne?

Sì, però dopo circa sette anni dalla loro comparsa, soprattutto se grandi e non asportati, possono trasformarsi in maligni.

Come si diagnostica?

La diagnosi di certezza avviene con una biopsia del tessuto interessato in seguito a una colonscopia. A quest’ultima si può arrivare in diversi modi: dopo positività nella ricerca del sangue occulto nelle feci mediante programma di screening, dopo presentazione di sintomatologia, o contestualmente a un’anemia severa non spiegabile. In seguito a una diagnosi di tumore si esegue una TC o una RMN per valutare l’estensione del tumore.

Ci sono cure efficaci?

Le cure dipendono dall’estensione del tumore e dalla presenza di metastasi. In generale si possono utilizzare chemio o radioterapia, terapia immunologica o biologica mirata e chirurgia. Solitamente si utilizzano terapie combinate.

* di Alessandro Cabiddu, medico

You might also like

#Mindey

@mindey